Maxim Consulting - Agire il Domani - Paolo Pusceddu - Managing Partner - Coach, trainer, formatore, counsellor, consulente
La Leadership si può sviluppare?
21/02/2017
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Sviluppare un team: benefici e fasi

Maxim Consulting - Agire il Domani - Nina Dolger - Partner & Founder - Coach, trainer, formatrice, assessor, consulente, psicologa, psicologa del lavoro

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Qualche settimana fa ho incontrato uno dei miei Clienti, un Direttore HR, che mi ha chiesto di aiutare un suo collega, il Direttore Finance, a lavorare meglio con il suo team.

Approfondendo la situazione ho capito che ciò che preoccupava il Direttore HR era che il Direttore Finance non aveva mai tenuto un meeting con i suoi collaboratori; dal suo punto di vista così facendo si negava l’opportunità di sfruttare il contributo del team.

In seguito, intervistando il Direttore Finance e i suoi collaboratori, scoprii che nessuno di loro riteneva di avere il tempo per fare dei meeting; in particolare il Direttore aggiunse che focalizzarsi sulla relazione con i singoli collaboratori fosse già soddisfacente.

Effettivamente, sebbene in astratto, il team sia visto come una risorsa, sono dati spesso per scontati i benefici ad esso correlati. Qual è quindi il valore aggiunto che può offrire un team?

  • migliore comunicazione: un meeting con il team è un momento in cui i problemi possono essere condivisi e risolti con il supporto del manager; il meeting infatti, se ben gestito, costituisce un momento di interazione tra i componenti del team e i processi che gestiscono; inoltre, aiuta ognuno a responsabilizzarsi;
  • intelligenza collettiva: una buona squadra è composta da membri con caratteristiche specifiche; se ben facilitati, essi possono essere più creativi e mettere a fattor comune risorse e punti di vista diversi in modo da giungere a una soluzione più efficace che una persona difficilmente potrebbe trovare da sola;
  • motivazione: la possibilità lavorare insieme, oltre a favorire lo spirito di squadra, migliora il senso di appartenenza e la visione d’insieme a beneficio della motivazione di ogni singolo componente.

Questi sono soltanto alcuni dei benefici (tra gli altri cito anche l’aumento di produttività, una maggiore innovazione e una migliore condivisione delle conoscenze).

Ma cosa deve fare un manager per sviluppare una squadra di successo?

Premetto che il ruolo del manager è fondamentale e può essere supportato ma non delegato a un coach esterno.

Inoltre la costruzione di una squadra richiede tempo (nella mia esperienza minimo 6 mesi) poiché richiede attraversare le seguenti tre fasi:

  1. Inclusion: secondo William Schutz, l’obiettivo di tale fase è duplice: sentirsi parte del gruppo e integrare gli altri componenti; l’inclusione se da un lato è una fase di evoluzione del team, dall’altra è utile che venga utilizzata all’avvio di ogni meeting, anche per includere eventuali nuovi membri; il ruolo del manager è quello di aiutare le persone a “entrare” nel gruppo, facendo in modo che tutti siano a bordo.
  2. Alignment: l’obiettivo della seconda fase è di giungere a un obiettivo condiviso e motivante; richiede di metter a fattor comune i punti di vista di ognuno per giungere quindi a una visione comune di sfide, ostacoli e soluzioni; il ruolo del manager è quello di chiarire la direzione, favorire il contributo di tutti, fare challenging, fornire chiarimenti e guidare la definizione di un piano di azione condiviso.
  3. Performance: l’obiettivo della terza fase è legato all’execution del piano di azione; richiede a ogni membro di muoversi nel proprio contesto tenendo conto delle linee guida condivise e di dare e ricevere supporto ai propri colleghi; il ruolo del manager è quello di monitorare la performance, verificare la necessità di azioni di tuning del piano e supportare l’empowerment del gruppo attraverso, ad esempio momenti di confronto rispetto a criticità concrete incontrate sul campo.

Presidiando le diverse fasi di sviluppo, il manager, grazie al maggior livello di autonomia acquisita progressivamente dal team, può concentrarsi sugli aspetti più strategici del suo ruolo, delegando alla propria squadra la gestione degli aspetti operativi.

Questo è il processo sulla carta. È chiaro che la realtà è molto più complessa e imprevedibile. Allo stesso tempo, come ogni buon coach sa, se il processo è solido ed è ben gestito i risultati saranno positivi. In questo senso, se il manager riesce a gestire efficacemente ognuna delle tre fasi il valore aggiunto che riuscirà ad ottenere dal team sarà straordinario.

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